La corsa nel cielo.

Un evento estremo di grande successo.

 

Nelle Olimpiadi tenute a Roma nel 1960 un certo Abebe Bikila vinse all’età di 28 anni la Maratona (gara di 42 chilometri) percorsa in un tempo di 2 ore 12 minuti e 12 secondi. Era un Etiope che aveva una grande passione: correre negli altipiani e nei crinali delle sue montagne. Bikila era nato nel villaggio di Jato, divenne agente di polizia e guardia del corpo personale dell'imperatore Hailé Selassié. La vittoria della medaglia d’oro nella XVII° Olimpiade lo fece diventare un eroe nazionale. Ancor più, Bikila divenne il simbolo dell'Africa che si liberava dal colonialismo europeo. Sorprendente fu vederlo correre e tagliare il traguardo senza scarpe.

Nel 1964 per la seconda volta vinse la maratona nelle Olimpiadi di Tokio. Due volte campione del mondo.

Alcuni anni dopo la sua vittoria, ripensando all’inusuale modo di allenarsi in sentieri d’altura, mi venne l’idea di considerare i nostri sentieri di montagna non spazi da percorrere camminando, ma correndo. Ero convinto che il Corno e le altre montagne intorno potessero divenire una bella palestra da allenamento. Alcune volte andai a provare come si corre in alto, prediligendo quel tratto di crinale che va dal Passo dello Strofinatoio alla Croce Arcana. Non sapevo allora che stavo facendo uno skyrace, una corsa nel cielo. Sono passati parecchi anni e solo quest’anno sono riuscito a tradurre in realtà quello che allora mi sembrava una modo molto bello di correre.

L’occasione mi è capitata quando ho incontrato Gianluca Di Meo e Francesco Misley due ragazzi coordinatori della Società sportiva Mud and Snow. Purtroppo l’inglese la fa da padrone, noi stiamo allungando la lista delle parole inglese che ormai si usano. Io amo parlare di Corsa nel cielo o tra le nuvole e di Società Fango e Neve, però mi adeguerò. Ho scoperto tutto questo mondo che ruota sugli sport di montagna e lo stesso Skyrace, attività sportiva che ha preso ormai molto piede. Con loro ho organizzato la prima edizione di LIZZANO EXTREME SKYRACE. E si tratta realmente di qualcosa di estremo! Qui a Lizzano il 12 giugno l’abbiamo visto di persona. Alla gara si sono iscritti in 135, un buon numero di veri atleti competitivi ed anche di, semplicemente, appassionati partecipanti. Tutti si sono presentati in piazza a Lizzano per ritirare il pettorale e sono stati trasportati a Madonna dell’Acero per la partenza. Alle dieci è stato dato il via ed è cominciata la gara su un percorso che comporta una somma dei dislivelli di salita e discesa pari a metri 4.600. Chi fa montagna da noi e vuole ripercorrerlo sappia che occorrono, di passo medio, dalle 7 ore in su. Dal Santuario della Madonna dell’Acero si è passati a Pian d’Ivo poi su diretti alla cima della Nuda, Passo del Vallone, Balzi dell’Ora, cima del Corno alle Scale, passo dello Strofinatoio, Cancellino, Monti Grossi, Capannaccia (vicino a Segavecchia), sentiero degli Amici, Monte Nuda, Balzi del Fabuino, Bagnadori, Monte Grande, Sboccata delle Tese, Monte Pizzo, Balzo dell’Angelo Perduto, Sentiero di Carniana, Panoramica di Lizzano, traguardo in Piazza. Il tutto Km. 22. Nel momento della partenza il tempo era accettabile, ma le previsioni ci avevano già messo in guardia, si temevano sorprese. Verso le 11 il tempo infatti è cambiato e una semplice pioggerella sì è trasformata in un forte temporale. Chi era preposto alla sicurezza lungo il percorso di gara trasmetteva con le ricetrasmittenti l’aggravarsi della situazione climatica. In alto la nebbia aveva coperto tutto e tutti, la pioggia era un diluvio d’acqua sferzato dal vento, infine la grandine. In quella situazione i partecipanti correvano, abbiamo capito tutti il significato di prova estrema. Il Direttore di gara era pronto per dare l’ordine di deviare la gara nel percorso di riserva. Poi improvvisamente un po’ il tempo è migliorato ed è apparso il sole. Gli animi si sono rasserenati e la corsa è continuata sul percorso principale. Con un tempo di 2h,46’,04’’ ha tagliato il traguardo Claudio Del Grande Team Italtende (Liguria) il vincitore della prima edizione. Secondo Giulio Piana Team Mud and Snow di Fanano 2h,53’,09’’ , terzo Matteo Pigoni Team Tecnica 3h,03’,49’’. Tra le donne 1° classificata Daniela Montelli 3h,46’19’, 2° Anna de Biase 3h,50’18’’ Team Tornado Trail Running, 3° Roberta Lorenzi 3h,56’,09’’. Abbiamo anche due Lizzanesi Luca Bonucchi (Bankok) Runners Maratoneti Berzantina 4h,19’46’’ classificato 44° e Martino Tamarri

4h,23’44’’ classificato 48°. Nonostante il tempo avverso, i sentieri scivolosi per l’abbondante pioggia, l’affaticamento dovuto al duro tracciato, tutti i partecipanti sono giunti al traguardo col sorriso sulla bocca, seppur fortemente stanchi. Ho sentito da tutti elogiare la bellezza del percorso e la bontà dell’organizzazione, ognuno aveva un particolare aspetto da narrare. Molti sono rimasti meravigliati dalla bellezza del territorio e si sono riproposti di ritornare per rivedere con calma i vari luoghi che hanno attraversato senza distogliere lo sguardo dal terreno. Francesco Montanari ha definito la nostra gara una pietra miliare nel trail nazionale e un super concentrato di dislivelli. Sara Paganucci racconta: … scendo i Balzi del Fabuino molto piano, sono esposti e si scivola parecchio, corricchio nel bosco, in discesa "pattino" parecchio, le scarpe … Ha rischiato di essere squalificata ma poi ce l’ha fatta ad arrivare ed ha ringraziato tutti per la speciale avventura.

In effetti l’ottimo risultato organizzativo è il risultato di un lavoro di squadra che in realtà è un insieme di squadre. Quelli che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento e che tengo molto ringraziare sono: i volontari della Società sportiva Mud and Snow, il Soccorso Alpino, la Croce Rossa, i Cacciatori, il direttore di gara Francesco Misley e l’instancabile tracciatore del percorso Gianluca Di Meo.

Un grazie anche all’Amministrazione comunale che ha patrocinato e contribuito, all’Ente Parco che ha concesso tutti i permessi necessari per l’evento, ed agli Sponsor che ci hanno aiutato quali la Banca di Credito Cooperativo di Lizzano in Belvedere e l’Ascom di Bologna.

Stiamo già pensando la seconda edizione ed abbiamo tante idee.

A tutti un arrivederci al prossimo anno

Scritto da Antonio Baruffi


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