Serata di geopolitica - Lizzano, 16 agosto 2016

Conferenza di Federico Petroni e Monica Esposito sul tema: "I migranti spaccano l'Europa".

 

Un pubblico attento e partecipe ha seguito l’ormai consueto appuntamento estivo di geopolitica al Martignano di Lizzano in Belvedere. Federico Petroni, consigliere redazionale della rivista LIMES, e la ricercatrice Monica Esposito hanno ampiamente dibattuto sul tema più che mai attuale "I migranti spaccano l’Europa".

Il fenomeno migratorio è ben lungi da essere una situazione di crisi - e quindi, in quanto tale, temporanea e di emergenza – ma è in realtà un dato strutturale, di lungo periodo dei nostri tempi, con il quale dobbiamo fare i conti se vogliamo garantire la tenuta delle nostre società.

Questo è stato il tema centrale dalla serata peraltro ampiamente sostenuto anche nel numero di agosto della rivista Limes dedicato appunto ai migranti e all’integrazione e intitolato "Chi siamo?", come la domanda da porsi in tempi incerti e nei quali un tema come l’immigrazione diventa prioritario.

Secondo i relatori, gestire il fenomeno migratorio richiede:

 - una classe dirigente che vari politiche pubbliche adeguate per l’integrazione;

 - una selezione all’ingresso in linea però con gli obblighi di protezione internazionale;

 - un’opinione pubblica non isterica e che non costringa la classe dirigente a intraprendere misure puramente emergenziali.

Tuttavia, la gestione delle migrazioni è messa a repentaglio dal suo intreccio con il terrorismo. La reazione alle stragi del 2015 e di quest’anno – da Parigi a Bruxelles, da Nizza a Rouen fino alla Baviera – rischia sempre di indurre negli spettatori l’equazione fra terrorismo e migranti. Il rischio è dunque che un attentato su larga scala sdogani la xenofobia latente nelle nostre società e spinga i governi a misure di pancia di reazione contro l’immigrazione.

Come esempio è stato portato il recente referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Ue, in cui la vittoria del Brexit è stata sancita in parte anche dalle paure degli inglesi nei confronti di una fantomatica invasione.

Nemmeno l’Italia è esente da tale paura, se è vero che in un sondaggio europeo i nostri connazionali temono di più il migrante del terrorista e della disoccupazione.

In conclusione è stato sottolineato che è necessario imbastire una strategia per gestire l’immigrazione e l’integrazione, perché il rischio è che se non si occupa il vuoto alla prima crisi di attentati terroristici la xenofobia latente in noi produrrà un'iperreazione dando luogo alla caccia al migrante. Inoltre, è vero che l’immigrazione porta un beneficio per l’economia, ma solo se inquadrata e incanalata. Se lasciata a se stessa porta confusione, conflitto ed erraticità.

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