I ponti in curva dei mastri scalpellini belvederiani

Pregevoli testimonianze del lavoro di altri tempi

 

 

La strada che da Pianaccio porta alla Segavecchia fu costruita dal Corpo Forestale nel lontano 1937, grazie al finanziamento di L. 1.500.000 ottenuto dall'onorevole Bruno Biagi, che sempre si prodigò per lo sviluppo del turismo della sua montagna.

Straordinario è il ponte sul Rio Bagnadori, chiamato "della Spessia", in curva, ad otto arcate, superba opera d'arte dei maestri scalpellini di Lizzano e Porretta.

Tutte le "bozze" furono ricavate dalla cava di pietra sopra Pianaccio. Mediante un binario, i massi di pietra grezza venivano portati sul cantiere e gli scalpellini, con mazzuolo, punte e scalpelli, li martellinavano, li "scarplinavano", lisciandoli e sagomandoli su misura a regola d'arte per poi posarli in opera.

Chi ha partecipato alla gita del 30 luglio ha avuto modo di apprezzare anche l'ultima opera eseguita dai mastri scalpellini delle nostre montagne, ovvero il ponte in curva sul rio Gennaio costruito lungo strada forestale verso il Passo del Lupo nel 1973.

 

 Sul numero 51 della Musola, Quinto Poli racconta che per lavorare al ponte della Spessia, andava e tornava tutti i giorni a piedi da Farnè a Pianaccio.


Galleria

back